Arti Marziali

Yoga Jap & F.A., nell’ambito del benessere e del fitness promuove e offre anche corsi di Arti Marziali (Gatka e Jeet Kune Do), avvalendosi della collaborazione di tecnici e insegnanti certificati: responsabili di questa Area sono Fatehdeep Singh (Stefano Papa) e Jap Bhagat Singh (Daniele Marceddu).

Infinito - Sep.

Il Gatka (da gatka.eu) è un’antica arte marziale indiana. Gatka ha vari significati “Grazia“, “Estasi“, “Fermare la mente“. Gatka è un sistema d’armi, dalle mani nude alle armi da fuoco percorrendo un tragitto che passa per il coltello, la spada, il bastone lungo, l’arco, ecc. e i suoi movimenti sono basati sul movimento infinito dell’otto > Infinito - Sep.

Nasce e si sviluppa come metodo di combattimento meditativo basato sulla ricerca di equilibrio fisico e mentale. L’armonia dei movimenti e l’uso anche in contemporanea di armi diverse rende quest’arte marziale veramente affascinante e attuale. Infatti, gestire sollecitazioni a 360° e mantenere uno stato mentale neutro, fa del Gatka il naturale riferimento per praticanti di qualsiasi tipo di Yoga.

La conoscenza di questa arte marziale si è diffusa in Occidente grazie al Maestro Yogi Bhajan che passò gran parte della propria maturità vivendo ed insegnando negli USA e viaggiando in tutto il mondo per condividere i suoi insegnamenti.

Altri due uomini, in seguito, hanno contribuito alla conoscenza di questa arte marziale in Occidente: Baba Nihal Singh Khalsa e Guru Shabad Singh Khalsa De Santis.

Oggi in India la trasmissione di questa arte marziale è strettamente collegata alla trazione Sikh, mentre in Occidente è improbabile che i praticanti di Gatka abbiano scelto questa arte marziale per proseguire la tradizione Sikh. In Occidente il Gatka è sì presentato come un’arte marziale con questa origine Sikh, ma altresì come disciplina in grado di dare al praticante degli strumenti che utilizzerà per raggiungere un equilibrio psico-fisico.

Attraverso i movimenti e le tecniche del Gatka, l’allievo è in grado di pervenire ad un equilibrio della Mente Negativa e della Mente Positiva, favorendo così il bilanciamento della MENTE NEUTRA. Con la ripetizione di precisi schemi di movimento, si sviluppa uno stato di coscienza in cui il discepolo può allargare il proprio spazio personale, espandere i propri confini e le proprie opportunità, in senso fisico, mentale, emotivo e sociale. Con la pratica del Gatka lo spazio personale viene percepito come più ampio, piacevole, comodo e concreto.

Questa arte marziale può quindi descriversi come pratica meditativa che coltiva quel particolare stato di totale e concreta presenza a se stessi e al mondo circostante.

In India il Gatka nacque per combattere il “nemico fuori”, mentre in Occidente la sua pratica insegna a confrontarsi anche con il “nemico dentro di noi”, l’inconscio, che se inesplorato può divenire pericoloso ma che, se conosciuto, può essere gestito e divenire fonte di forza.

Lo strumento principale di questa arte marziale è la SPADA, ma vengono utilizzate tutte le armi e anche le mani nude. La Spada nel Gatka viene usata secondo il movimento del moto infinito, basato sulla forma dell’otto ripiegato. Questo movimento permette di cambiare i piani di attacco e difesa, senza mai interrompere il moto della spada. Si viene così a generare una sorta di sfera intorno al guerriero in cui esso è libero di cambiare obiettivo o funzione. In questo modo il praticante sarà anche libero di usare tutte e due le braccia, muovendosi insieme alla sfera che lo circonda e lo protegge, in tutte le direzioni del piano. Il controllo dello spazio interno ed esterno, e l’utilizzo di tutte le armi, permette al Gatker di affrontare più avversari contemporaneamente, creando un sistema di difesa a 360°.

Infinito - Sep.

Come spiega il Sifu Daniele Marceddu, Il Jun Fan Gung Fu è uno stile di Kung Fu non classico nato negli anni ’60 dal genio del famosissimo Sijo Bruce Lee. Il Jun Fan ha rinnovato il panorama mondiale delle arti marziali avendo come scopo l’efficacia e la funzionalità delle sue tecniche – e da molti è considerato, a buon ragione, il miglior sistema di combattimento in piedi. Lo studio scientifico del combattere che viene proposto in questo stile, consente al praticante di imparare a muoversi nelle 4 distanze di combattimento:

– la kicking range (calci),
– la boxing range (pugni),
– il trapping (combattimento a corta distanza),
– il grappling (leve, intrappolamenti, proiezioni e lotta fino a terra).

Sijo Bruce Lee dotò questa arte marziale di una sottilissima filosofia chiamandola Jeet Kune Do, che tradotto significa la via del pugno che intercetta.

In effetti quello che ci si apre dinanzi col Jun Fan è la possibilità di una Via, di un mezzo per raggiungere noi stessi. Perché se lo si voglia ammettere oppure no, la verità è che noi non conosciamo noi stessi. Viviamo una vita senza mai manifestare la nostra essenza. Così come un artista usa pennello, colori e tela per esprimersi, il praticante di Jun Fan usa come pennello il suo corpo, come colori le tecniche e come tela lo spazio. Ma cosa rende grande un artista se non la sua sensibilità? Così, la pratica e la disciplina nel Jun Fan può metterci in contatto con la nostra sensibilità interiore, con il vivente che è in noi e finalmente potremmo semplicemente essere. In tutto questo vi è accettazione senza giudizio di noi stessi e dell’altro, perché quando io sono non vi è conflitto.

Il Jeet Kune Do è più una questione di spiritualità e fisico personale altamente sviluppati, che pura e semplice tecnica.

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