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. • CENTRO
YOGA JAP • Parco Tirreno - Tel. 06 6634761 Via Aurelia 480 - Roma (mappa) • • • ORARIO DELLE LEZIONI Lunedì: 10.00 - 20.45 Martedì: 13.30 - 18.00 - 20.45 Mercoledì: 10.00 Giovedì: 13.30 - 18.00 - 20.45 Sabato: 9.15 - 11.00 (Pre-parto) ** Le lezioni durano circa un'ora ** • • • | Il termine "chakra"
(letteralmente "ruota") si trova per la prima volta nei Veda (2000
a.C. circa) ma i sistemi yogici che accennano ai chakra sono sicuramente
pre-vedici e pre-ariani. Alcuni cenni e descrizioni possono trovarsi nell'opera
di Patanjali ("Yoga Sutra") e in alcune Upanishad. In Occidente la
teoria dei chakra deve la sua diffusione principalmente alla traduzione
di due testi indiani, il "Sat-Cakra-Nirupana" e il "Padaka-Pancaka".
Prima però di parlare dettagliatamente di questo argomento è opportuno soffermarsi un momento sul concetto di "nadi". Questo termine deriva dal sanscrito "nad" e significa tubo, canale o vena. Tali canali, che dipartono da un punto (kanda) situato alla base della spina dorsale, sono le vie attraverso le quali scorre il “prana” (traducibile come soffio o energia vitale, respiro o energia cosmica) che va ad alimentare tutte le parti del corpo (per questa ragione la purificazione delle nadi, attraverso tecniche appropriate, è il primo obiettivo da perseguire nella pratica dello yoga). Per molti testi (tra cui l’Hata
Yoga Pradipika) le nadi sono 72.000, ma c’è (Shiva Samhita)
chi sostiene che queste siano 350.000. Sono invece tre le nadi principali
oggetto della considerazione degli yogi. Dall’intersezione delle nadi principali hanno origine dei centri di energia chiamati appunto “chakra” (dal sanscrito, ruota, vortice, cerchio): i sette chakra principali (l’8°, come indica Yogi Bhajan è rappresentato dal campo magnetico) sono localizzati lungo la nadi principale (sushumna) partendo dalla regione coccigea (muladhara, 1° chakra), risalendo alla zona degli organi genitali (svadisthana, 2° chakra), plesso solare (manipura, 3° chakra), regione del cuore (anahata, 4° chakra), zona della gola (vishudda, 5° chakra), zona frontale del cranio - terzo occhio (ajna, 6° chakra), cima della testa (sahasrara, 7° chakra). Una corretta rappresentazione dei chakra, capace di rendere l'idea della fluidità del passaggio di energia da un centro energetico all'altro, li assimila a delle sfere di luce; immaginando di avere sette lampadine accese una accanto all’altra sarà impossibile capire dove finisce la luce di una e comincia la luce dell’altra. Allo stesso modo la stimolazione ed il lavoro su un chakra non ha mai benefici legati alla singola zona bensì i benefici si irradiano inevitabilmente fino a toccare le zone vicine. Graficamente i chakra vengono assimilati al loto perché, benché esso nasca da acque stagnanti e putrescenti, dà origine ad un fiore bellissimo e candido (nasce dal fango ma non è macchiato da esso). Nella simbologia indiana le acque stagnanti rappresentano l'indistinzione primordiale del caos ed il loto che da esse sorge rappresenta l'elevazione spirituale. Come yogi, la nostra attenzione è rivolta soprattutto ai sette chakra principali (ne esistono 145 - i 7 principali, altri 21 medi e 117 minori), perché attraverso la loro stimolazione e possibile lavorare di riflesso su circa il 95% del nostro corpo/sistema. TABELLA RIASSUNTIVA DEI 7 CHAKRA PRINCIPALI
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L'immagine
di Yogi Bhajan presente nelle pagine di questo sito è stata pubblicata
con il consenso di 'SikhPhotos.com'. |