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• CENTRO
YOGA JAP •
Parco Tirreno - Tel. 06 6634761
Via Aurelia 480 - Roma
(mappa)
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ORARIO
DELLE LEZIONI
Lunedì: 10.00 - 20.45
Martedì: 13.30 - 18.00 -
20.45
Mercoledì: 10.00
Giovedì: 13.30 - 18.00 -
20.45
Sabato: 9.15 - 11.00
(Pre-parto)
** Le lezioni durano circa un'ora **
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«D.f.d.f.»
ossia ... Domande
fatte di frequente
da chi si avvicina alla pratica del Kundalini Yoga!
{
E' sufficiente cliccare sull'argomento che interessa per avere la
risposta che si cerca, o direttamente sul link "mostra tutte le
risposte"
per visualizzare la pagina nella sua interezza. Per qualsiasi
altra domanda e/o per suggerire l'inserimento in questa pagina di altre
domande/risposte di interesse generale è sempre attivo l'indirizzo noi@yogajap.com
}
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- • Indicazioni generali
- Arrivare presso il centro dove si pratica con sufficiente anticipo
è sempre consigliato: arrivare trafelati per cominciare una lezione
non è certo un buon inizio. Se si dovesse arrivare in ritardo,
aspettare la conclusione del mantra iniziale per entrare nella
sala. Si consiglia di praticare a stomaco vuoto (non aver mangiato
da almeno due ore prima della lezione). È preferibile farsi la
doccia prima della lezione e aspettare, ove possibile, almeno
due ore dopo la lezione stessa per rifarsela.
- • Abiti
- È consigliabile indossare abiti confortevoli (evitare indumenti
attillati) possibilmente in tessuti naturali (cotone, lino ecc.)
che permettano al corpo una traspirazione naturale. Sarebbe opportuno
orientarsi verso colori chiari, preferibilmente bianco (il "non
colore" che è la sintesi di tutti i colori) per l'effetto che
ha sul rilassamento del sistema nervoso. Si pratica senza scarpe
e, se possibile, senza calze, per favorire la piena stimolazione
delle terminazioni nervose dei piedi. Portare un telo e/o un asciugamano
(una coperta - soprattutto per i momenti di rilassamento - può essere
utile nei mesi invernali o quando si pratica in una sala non riscaldata
a sufficienza).
- • Durante la pratica
- Durante le tecniche si dovrebbe respirare, tanto in inspirazione
quanto in espirazione, solo con il naso e si dovrebbero tenere
gli occhi chiusi (salvo diversa indicazione dell’insegnante).
Non si dovrebbe mai eccedere né nella pigrizia né nello sforzo:
lo Yoga non è competizione (né con
se stessi, né con gli altri).
- • Precauzioni
- Non ci sono restrizioni alla pratica dello Yoga, ma si deve
aver cura di avvisare l’insegnante qualora ci siano problemi
di qualsiasi natura (di norma è richiesto un semplice certificato
medico di sana e robusta costituzione per tranquillità tanto dell'insegnante
quanto del praticante - per il corso pre-parto il certificato
deve essere redatto dal ginecologo che segue la gravidanza). Le
donne in periodo mestruale dovrebbero avvisare l’insegnante
che, ove necessario, indicherà tecniche alternative. Le donne
in gravidanza fino al terzo mese possono frequentare normalmente
(è comunque sempre consigliabile avvisare l'insegnante circa il
proprio stato) mentre, dal quarto mese in poi, è fondamentale
che l’insegnante venga messo al corrente della gravidanza
per indirizzare la praticante a tecniche specifiche e/o al corso
pre-parto.
- • Non ho mai praticato e vorrei provare; posso?
- Certamente: questo è l'unico modo per iniziare a capire veramente
cosa sia lo "Yoga". La teoria può essere affascinante ma è solo
la pratica a poter dare le risposte che cerchiamo ("lo Yoga si
spiega con lo Yoga"). Per questa ragione la lezione di prova è
sempre gratuita (in ogni periodo dell'anno).
- • C'è un periodo dell'anno migliore per cominciare?
- Il periodo migliore per provare e/o cominciare a praticare è...quando
ci sentiamo di farlo. Non esiste controindicazione alcuna ad unirsi
ad una classe che già pratica insieme da un po' di tempo.
- • Quanto spesso dovrei praticare?
- L'ideale sarebbe praticare quotidianamente (anche pochi minuti
al giorno possono fare una gran lavoro). La costanza porta sempre
al progresso personale. Per questa ragione si può praticare quanto
si vuole: già due o tre volte alla settimana permettono di raggiungere
risultati notevoli. Molti che si avvicinano per la prima volta
a questa disciplina, spinti dai benefici che sperimentano in prima
persona praticando, vogliono praticare sempre più spesso!
- • Devo essere ben allenato per praticare Kundalini Yoga?
- La cosa più importante è che il praticante, mantenendo il più
possibile una concentrazione costante (facoltà che si acquisisce
con la pratica), non ecceda mai né in pigrizia né nello sforzo.
Per questa ragione a chi pratica non è chiesto di essere un atleta
professionista: la partecipazione alle tecniche deve avvenire
nell'assoluto rispetto dei propri tempi e delle possibilità del
proprio corpo (ogni sforzo va calibrato sulle proprie possibilità).
- • Cosa mi può dare lo Yoga?
- Attraverso la pratica di questa disciplina si può ottenere un
corpo sano, sviluppare una mente equilibrata e ridurre lo stress.
Si entra in contatto con la propria parte infinita, la propria
innata saggezza interiore come se si aprisse una porta sul proprio
pieno potenziale. Ciò rende la persona radiosa, serena, forte
ed in grado di fronteggiare con uno stato d'animo diverso le sfide
della vita. Lo Yoga non cambia la vita intorno a noi ma modifica il nostro modo di rapportarci ad essa.
- • Cosa rende il Kundalini Yoga così efficace?
- Il Kundalini Yoga è conosciuto come lo "yoga degli angloli e
dei triangoli". L'uso di angoli particolari nelle posizioni di
questa disciplina, il controllo del respiro, il tenere alcune
mudra e la recitazione dei mantra sono le ragioni principali dell'efficacia
delle tecniche di Kundalini Yoga. Certe angolazioni favoriscono
la secrezione delle ghiandole: quando ci si rilassa dopo una tecnica
le secrezioni ghiandolari che sono state stimolate hanno l'opportunità
di circolare liberamente. Il risultato è un sistema ghiandolare
bilanciato che ha un effetto dimostrato sulla stabilità emotiva
attraverso la chimica del nostro corpo.
- • Posso partecipare ad una lezione di Kundalini Yoga insieme a
persone più esperte di me?
- Assolutamente si. Il Kundalini Yoga è efficace per studenti
di ogni livello ed esperienza poiché è il praticante a sperimentare
e vivere ogni singola tecnica secondo le proprie caratteristiche,
limiti o qualità.
- • In cosa il Kundalini Yoga è diverso dagli altri tipi di Yoga?
- Negli
ultimi anni il proliferare, anche e soprattutto sull'onda della moda
new age, di corsi di "yoga_qualcosa" ha ingenerato in chi vuole
avvicinarsi per la prima volta allo Yoga una comprensibile confusione.
Il Kundalini Yoga contiene gli elementi di tutte le forme di Yoga.
Comprende esercizi fisici (asana), meditazione, tecniche di controllo
del respiro (pranayama), recitazione di mantra, mudra (gesti) e bhand
(contrazioni). E' insegnato in precise sequenze di esercizi (kriya) ed
è praticato nella sua forma pura e completa. L'insegnante non inventa
di volta in volta una posizione o una sequenza, ma si limita a
condividere con la classe la propria esperienza salvaguardando la
purezza degli insegnamenti ricevuti. Questa è la garanzia
dell'efficacia del lavoro che viene svolto: gli almeno 4.000 anni in
cui nelle condizioni più diverse milioni di praticanti, in ogni epoca
ed in ogni contesto, hanno ottenuto dei risultati tangibili sono
certamente il miglior banco di prova cui si può fare riferimento (chi
vuole può leggere la sezione "Lo Yoga" di questo stesso sito per avere
maggiori informazioni in merito). Se quello che vi è stato proposto ha
meno di 4.000 anni di storia (documentati o documentabili).....è lecito
nutrire qualche dubbio: può essere interessante leggere un articolo
apparso in un supplemento di uno dei più noti quotidiani nazionali
riguardante gli effetti e la sicurezza di questa disciplina - cliccare QUI
per scaricare il file .pdf).
- • In cosa consiste il Corso pre-parto?
- Il Corso di "Yoga in gravidanza" (o "Yoga pre-parto"
o "Yoga di preparazione al parto") può essere definito
come un corso di "gestione della gravidanza". Grazie
ad insegnamenti provenienti direttamente dalla disciplina dello
Yoga si segue un percorso mirato che permette alla donna incinta
di vivere serenamente i cambiamenti (fisici ed emotivi) che la
gravidanza porta con sé. Esercizi fisici ad-hoc, tecniche di respirazione,
momenti di approfondimento teorico-pratici hanno l'obiettivo di
portare le donne a gestire lo stress fisico-emotivo della gravidanza
per vivere questo periodo e infine il momento del parto con serenità e consapevolezza.
- • Non ho mai praticato Yoga. Posso frequestare il Corso pre-parto?
- Assolutamente si. Sono sufficienti poche lezioni per assimilare le informazioni di base e seguire tranquillamente il proprio percorso nella pratica.
- • Ci sono controindicazioni a frequentare il Corso pre-parto?
- Non ci sono controindicazioni particolari legate alla condizione
della gravidanza, per cui fanno fede le indicazioni riportate
nel paragrafo "Precauzioni" in questa stessa pagina. Pre-requisito
imprescindibile è che la donna incinta sia seguita da un
medico che deve essere informato della decisione di seguire il
corso pre-parto (è importante tenere sempre a mente che l'insegnante
del corso pre-parto non è un medico e qualsiasi sua indicazione
non va considerata come prescrizione o consiglio medico).
- • Mi hanno detto che è pericoloso praticare Kundalini Yoga; è vero?
- Praticare Kundalini Yoga seguendo le indicazioni di insegnanti preparati non
presenta alcun pericolo. Gli insegnamenti di Yogi Bhajan che noi condividiamo portano ad un risveglio dell'energia kundalini graduale e sicuro (è attorno a questo argomento che sono nati molti racconti a volte totalmente fuorvianti). Tale pratica permette all'individuo inteso nel suo complesso di riuscire a gestire l'energia senza che questa lo travolga: questa è la ragione per cui è sempre sconsigliato improvvisarsi praticanti o insegnanti ma, invece, rispettare sempre gli
insegnamenti dei Maestri (regola fondamentale che ogni insegnante non può non mettere al centro della propria pratica personale e di condivisione).
- • Lo Yoga è legato o è una religione?
- No, si tratta di due dimensioni assolutamente diverse e distinte: la religione
chiede di avere fede e credere in qualcosa; al contrario lo Yoga
non può prescindere dall'esperienza diretta e personale. Il fatto
che Yogi Bhajan fosse di fede Sikh non deve trarre in inganno,
così come la possibilità che alcuni insegnanti professino una
fede piuttosto di un'altra. Il Kundalini Yoga (e in generale lo
Yoga) è una 'tecnologia' per la salute e la consapevolezza che
vive e si sviluppa su un piano completamente diverso da quello
religioso e, per questo motivo, è praticato e dà risultati tangibili a persone di ogni credo (o atee) senza che a nessuno venga chiesto di modificare
le proprie idee riguardo un argomento delicato come la propria
fede. Un insegnante o un praticante che segue o meno un cammino
religioso lo fa solo per una scelta personale che non è assolutamente
legata alla pratica dello Yoga.
«...La saggezza diventa conoscenza
quando diventa la vostra esperienza personale...» Yogi Bhajan
- • Cosa significa "Kundalini"?
- La Kundalini è l'energia della consapevolezza. Yogicamente è
spiegato che questa energia giace dormiente in ognuno di noi finché,
attraverso lo Yoga, la meditazione o altre discipline spirituali,
si comincia a risvegliarla. Una volta che questa energia è risvegliata
noi vediamo la realtà con più chiarezza, viviamo con più consapevolezza
il presente e siamo spiritualmente connessi. In poche parole,
risvegliare la nostra "kundalini" significa risvegliare la nostra più
profonda consapevolezza.
- • Cosa significa "Jap"?
- "Jap" è una parola che si trova nel Siri Guru Granth Sahib (il libro sacro da cui sono tratti quasi tutti i mantra che vengono usati nel Kundalini Yoga) che può essere resa, nell'ottica della pratica Yoga, come "meditate". Questo è un richiamo preciso all'importanza della pratica: parlare dello Yoga, della sua storia, delle basi filosofiche da cui nasce è sicuramente interessante, ma è solo nell'esperienza personale della pratica che se ne può percepire la reale essenza.
- • Cosa sono i chakra?
- I
chakra sono dei centri energetici che si originano dall'intersezione di
due o più canali enegetici (nadi): i chakra principali sono sette
(situati lungo la sushumna nadi - il canale energetico principale)
mentre l’ottavo, come indica Yogi Bhajan, è rappresentato dal campo
magnetico). La sezione del sito dedicata a questo argomento spiega in
maniera più dettagliata le carattarestiche principali di ognuno di
questi.
- • Cos'è un mantra?
- Un
mantra è una sillaba, parola o frase in una delle lingue sacre (come il
sanscrito o il gurumuk) che eleva o modifica la consapevolezza
attraverso il significato, il suono, il ritmo, la tonalità ed anche la
riflessologia della lingua su punti precisi del nostro palato. Per
questo si può definire il mantra come lo "Yoga della mente". Maggiori
nformazioni si possono trovare nella sezione del sito che abbiamo
voluto dedicare a questo affascinante argomento.
- • Cosa sono i (le) mudra?
- I (le) mudra sono particolari posizioni delle mani mai casuali.
Gli antichi Yogi realizzarono che ad ogni zona della mano corrispondevano
delle specifiche aree del corpo e del cervello. Allo stesso modo
ogni zona della mano rappresenta diverse emozioni ed atteggiamenti.
Incrociare le mani, allungarle, piegarle, toccare le dita in modo
specifico sono tecniche yogiche per mettere in comunicazione corpo
e mente.
- • Perché alcuni praticanti e/o insegnanti hanno due nomi?
- Chiunque (praticante e/o insegnante) può richiedere ed avere
il proprio "nome spirituale". Si tratta di un nome la cui traduzione
rappresenta il più alto obiettivo, il nome del destino della persona
che è chiamata in questo modo. Il "nome spirituale" è come un
mantra personale. Finché era in vita era lo stesso Yogi Bhajan
ad assegnarli, compito che ora è svolto (seguendo gli insegnamenti
ricevuti) da una delle sue più strette collaboratrici, Nirinjan
Kaur.
«...Quando si chiede il nome spirituale quel nome descrive
la distanza, il destino, è la parola guida...» «...il mio nome
spirituale sia una guida, un ricordare, un andare...» «...Voi
tutti avete dei soprannomi che vi sono stati dati da amici dato
che vi conoscono. E quello che noi facciamo è considerare ciò
che è il vostro passato, calcolare il vostro destino e darvi un
nome che è un obiettivo, un nome spirituale. Questo è il viaggio
che dovete compiere. Stabilisce lo standard, la base...» Yogi
Bhajan ("Master's Touch")
- • Chi è Yogi Bhajan?
- Yogi Bhajan è il Maestro indiano che per primo ha deciso di
divulgare in occidente la scienza, fino ad allora segreta, del
Kundalini Yoga. Maggiori informazioni in merito si possono trovare
nella sezione del sito a lui dedicata.
- • Che differenza c'è tra 'maestro' e 'insegnante'?
- Il 'maestro' è colui che dà gli insegnamenti, 'insegnante' è colui che, appresi degli insegnamenti decide di condividerli. L'insegnante è il 'cameriere' che (con le sue caratteristiche, il suo amore e la sua sensibilità) porge una pietanza a chi la desidera, rimanendo però sempre ben consapevole che il 'cuoco' che l'ha preparata non è lui. Questa distinzione permette all'insegnante di mantenere il giusto rispetto nei confronti degli insegnamenti (che vanno mantenuti puri) e infinita gratitudine nei confronti del Maestro.
- • Cosa significa "Sadhana"?
- La sadhana è la pratica giornaliera personale. Nella tradizione
del Kundalini Yoga si afferma che la pratica personale andrebbe
svolta nelle prime ore del giono, prima dell'alba, Quelle ore
sono ottime per la pratica spirituale e prepara il praticante
per il giorno che verrà (si può comunque praticare ad ogni ora
del giorno). La sadhana può consistere in pochi minuti di meditazione
quando ci si sveglia al mattino, in una kriya, nella pratica con
un insegnante o può essere una qualsiasi pratica spirituale.
«...Se
non potete praticare la Sadhana per due ore e mezza praticatela
per un'ora, se non potete praticarla per un'ora praticatela per
trenta minuti o per undici. Se non volete praticarla tra quelle
che vi ho dato sceglietene altre, ma per l'amor del cielo fate
qualcosa!...» «...La Sadhana è come un conto in banca: ogni due
ore di pratica si guadagnano dieci ore di chiarezza e guida...»
Yogi Bhajan
- • Oggi non ho tempo a sufficienza per praticare, come mi devo
regolare?
- L'ideale sarebbe sempre non lasciare la pratica "incompiuta".
Gli esercizi finali di una kriya sono tanto importanti quanto
quelli iniziali. Una kriya-tipo prevede che ad una stimolazione
energetica (che di solito avviene con le prime tecniche) seguano
delle tecniche volte a stabilizzare l'energia stimolata. Quando
si pratica per proprio conto e non si ha tempo a sufficienza per
concludere una kriya rispettando i tempi indicati, si consiglia
di diminuire i tempi di ciascun esercizio così da concludere la
sequenza mantenendo questo equilibrio stimolazione-stabilizzazione
dell'energia.
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