«Alcuni pensano che lo yoga sia una religione.
Altri pensano che sia per la vitalità e la salute. Altri ancora
pensano che sia per sviluppare la personalità. In verità
si tratta di malintesi. [...] Yoga è l’unione della coscienza
dell’unità individuale con la Coscienza Infinita. Questo
è tutto quel che vuol dire. Secondo gli insegnamenti classici,
che lo si sappia o meno, il Sé potenziale è infinito.
E di fatto ogni mente umana appartiene all’Infinito e alla Creatività.
Ma nelle azioni pratiche è limitata. Così si rendono necessarie
delle conoscenze tecniche con cui l’uomo possa espandere le proprie
facoltà mentali per raggiungere quell’equilibrio necessario
per controllare la struttura fisica e avere esperienza del suo Sé
infinito. Questo è, in parole povere, tutto quel che vuol dire
yoga. In questa nostra vita c’è un gran bisogno di yoga
[...]» -
Yogi Bhajan

[...] Già 40.000 anni prima di
Cristo, si dice, lo Yoga era completo nel suo sistema. Poi nei secoli
e nei millenni si è andato adattando, trasformando, si è
perduto e ritrovato, occultato, reso manifesto, seguendo le vicende
dell’uomo nel tempo e nello spazio. Da una sola matrice sono
nate molte scuole, da una regione d’origine (l’India)
questa “tecnologia” si è andata diffondendo in
tutto il mondo. [...]
Dello Yoga l’Occidente ha colto prima di tutto l’aspetto
miracoloso, l’abracadabra del santone dagli occhi di lucida
follia che vive senza mangiare e respirare, che trasforma la roccia
in acqua e materializza l’aria. Poi ha scoperto la potenzialità
ginnica e salutista, il miraggio della longevità come piccolo
miracolo quotidiano. Schiere di igienisti a versarsi l’acqua
nel naso e a cercare la perfezione del corpo. Quindi il rilassamento,
l’abbandono, il silenzio della mente, antidoto allo stress,
alla fretta della metropoli. Il rapporto con se stessi, le discese
nel profondo della coscienza dove tutto scompare e resta solo l’essere,
le nozze mistiche di soggetto e oggetto, la spiritualità del
samadhi.
Filosofia, ginnastica, psicologia, cura del corpo, cura della mente,
via dello spirito, ricerca interiore, dimensione cosmica.
Qui ci muoviamo e ci piace definire questa disciplina con il termine
coniato da Yogi Bhajan di “Umanologia”: scienza e arte
dell’uomo in quanto tale, nella sua essenza, quel che Socrate
intendeva dicendo «Conosci te stesso».
[Yoga per il 2000 – da “Kundalini
Yoga secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan”]

Il termine "Yoga" si può
ricondurre alle radici sanscrite "yui", traducibile
come "soggiogare" o "unire", "jugit",
traducibile come "giogo" (lo strumento che si pone sul collo
dei buoi per attaccarli al carro o all’aratro), o "jukta",
traducibile come "finimenti" (l'insieme degli oggetti -
cinghie, briglie, ecc. - che servono per tenere uno o più cavalli
uniti ad un carro da trainare).
Quale che sia l'interpretazione che può apparirci più
attendibile ("jukta" ci sembra essere assai vicina alla
realtà, essendo facile immaginare la mente umana come un cavallo
selvaggio che non ama essere controllato in alcun modo e che ha bisogno
di molta cura e allenamento per essere disciplinato) il termine
"Yoga" può ben sintetizzarsi con il concetto di "unione":
unione tra Jivatman e Paramatman (tra l'anima individuale e lo spirito
- o anima o energia - universale) o la perfetta integrazione del Sé
vista come unione tra corpo, mente e spirito.
Al di là delle leggende sulla nascita divina
dello Yoga (in una Shiva insegna alla sua controparte femminile
Parvati i segreti dello Yoga ed un pesce, Matsya, lo ascolta rapito
e ne carpisce il segreto; Shiva allora decide di trasformare Matsya
in essere umano per permettergli di tramandare questa conoscenza all'umanità)
storicamente è possibile collocarne l'origine ad almeno duemila
anni prima di Cristo, datazione possibile grazie ai ritrovamenti nei
siti archeologici nella valle dell'Indo di Mohenjo-Daro e Harappa
di sigilli, amuleti e tavolette in cui si trovavano figure in posizioni
riconducibili alla tradizione yogica (anche se Yogi Bhajan ci ricorda
come la prima forma standardizzata di questa disciplina risalga invece
ad oltre 40.000 anni fa).
Storicamente se ne potevano distinguere tre diverse forme: Kundalini,
Laya e Tantra Yoga.
Di queste quella che ebbe una maggiore diffusione fu la prima, poiché
minori erano i vincoli per la pratica individuale della disciplina
(l'efficacia della pratica del Laya Yoga, basata sulla recitazione
di mantra, richiedeva la partecipazione alla pratica di interi villaggi
mentre le pratiche di Tantra Yoga avevano bisogno della presenza di
un particolare "catalizzatore energetico", il Mahan Tantrico
- ma va tenuto presente che al mondo può esserci un solo Mahan
Tantrico vivente).
In quel momento storico il Kundalini Yoga rappresentava una vera e
propria filosofia di vita che andava a toccare ogni aspetto della
vita quotidiana che, nel tempo, portò alla nascita di diverse
scuole che enfatizzavano le caratteristiche più vicine alle
proprie condizioni di vita.
Fu così che, ad esempio, comunità
di guerrieri posero l'accento su quelle pratiche che privilegiavano
la padronanza del corpo fisico (Hatha Yoga), al contrario delle comunità
di monaci che invece enfatizzarono soprattutto l'aspetto della devozione
(Bhakti Yoga) ecc.
«Così come un diamante ben tagliato ha tante facce dove
ciascuna riflette un differente colore della luce, così lo
Yoga ha tante scuole, ciascuna con una sfumatura diversa nel significato
e capace di rivelare un differente aspetto dell'intera gamma del comportamento
umano per ottenere la Pace, la Felicità interiore»
Poojya Sri Maharishi Gitananda

Il Kundalini Yoga, così come lo
conosciamo oggi grazie agli insegnamenti del Maestro indiano Yogi
Bhajan (arrivato in Occidente verso la fine degli anni '60) e al quale
ci ispiriamo nella nostra pratica e nel nostro condividerne gli insegnamenti,
consiste in un sistema originale ed integrato che unisce esercizi
fisici e precise posizioni (asana), controllo delle fasi del respiro
e tecniche specifiche di respirazione (pranayama), meditazione e recitazione
di mantra (ripetizioni di fonemi e sillabe che tra le altre cose permettono
la stimolazione attraverso la lingua di 84 punti meridiani situati
sul palato).
Da ciò si evince che il Kundalini Yoga, così come insegnato
da Yogi Bhajan, è molto più di un semplice insieme di
esercizi ginnici che coinvolgono solo il corpo: si tratta in realtà
di uno strumento potente e dinamico, sicuro e alla portata di tutti,
per espandere in maniera completa la propria consapevolezza (tornando
al concetto di unione/armonia tra corpo, mente e spirito/anima).
Per questa ragione, praticare Kundalini Yoga mantiene il corpo in
forma ed aiuta a scaricare lo stress sia fisico sia mentale, allenando
la mente ed il corpo ad essere forti e flessibili di fronte alle difficoltà
e ai cambiamenti. Le tecniche aiutano a migliorare la circolazione
sanguigna e linfatica, agiscono per riequilibrare il sistema ghiandolare,
agiscono sul sistema immunitario e rafforzano il sistema nervoso.
I praticanti arrivano a possedere un maggiore autocontrollo, una più
stabile tranquillità della mente, una migliore capacità
di concentrazione ed una più profonda e consapevole fiducia
in se stessi.
«[...] Il Kundalini ha le sue
basi dottrinali nel Tantrismo, che non solo non disprezza il corpo
ma lo considera veicolo di salvezza e sostiene che è possibile
realizzare sia la felicità nel mondo sia la liberazione [...]
Trascurare il corpo e negarne i bisogni significa disconoscere l'unità
del Tutto [...]» (Stefano PIano "Enciclopedia dello Yoga")
«[...] Avendo cura, amando
e utilizzando quel che già ci è stato dato (in questo
caso specifico il corpo fisico) possiamo avere esperienza di ulteriori
espressioni dell'energia creativa infinita e dei doni che continuamente
elargisce e che non vediamo [...]» ("Kundalini - Quaderni
trimestrali di Kundalini Yoga" n.1 - Marzo 1986)

"Così troverai
la via dello yoga"
Lo yoga non consiste in una coperta
rappezzata,
né in un bastone, né in ceneri cosparse sul corpo!
Lo yoga non consiste in anelli portati alle orecchie, né in
un capo rasato,
né nel suonare conchiglie.
Rimani puro fra le impurità del mondo:
così troverai la via dello yoga.
Lo yoga non è una questione di
parole:
colui che, abbracciandoli in un solo sguardo,
considera uguali tutti i mortali,
quello può essere chiamato uno yogin!
Lo yoga non consiste nel visitare monumenti
funerari
né luoghi di cremazione;
lo yoga non consiste nello star seduti in estasi.
Lo yoga non consiste nel vagare nella propria terra o in terre straniere,
né nel bagnarsi nei sacri tirtha.
Rimani puro fra le impurità del mondo:
così troverai la via dello yoga.
Se si incontra il Vero Guru il dubbio
è disperso
e cessa il vagare della mente.
Piove ambrosia, si ode la musica divina del sahaj
e l’uomo è felice nella sua stessa casa.
Rimani puro fra le impurità del mondo:
così troverai la via dello yoga.
O Nanak, sii come morto nel mezzo della
vita:
tale è lo yoga che devi praticare.
Quando la conchiglia suona senza bisogno di soffiarvi,
tu stai per conquistare la condizione che non conosce paura.
Rimani puro fra le impurità del mondo:
così troverai la via dello yoga.
Guru Nanak