Gli effetti della meditazione sul cervello

Brain (pikist.com)

(Tratto da oggiscienza.itFrancesca Camilli)

L’allenamento mentale può modificare la struttura del cervello, migliorare le capacità sociali, affettive e cognitive e ridurre lo stress.

Effetti meditazione cervello (pikist.com)

Lo afferma un gruppo di ricercatori del Max Planck Institute of Human Cognitive and Brain Sciences di Leipzig, in Germania, in uno studio pubblicato su Science Advances. La ricerca è parte di un progetto su larga scala, The ReSource Project, nato con l’obiettivo di chiarire gli effetti dei diversi metodi di allenamento mentale sul cervello, sul corpo e sul comportamento sociale.

Lo studio si è svolto secondo tre moduli, ognuno dei quali focalizzato su una diversa competenza. Nel primo modulo l’allenamento era mirato a migliorare l’attenzione e l’interocezione – la percezione delle informazioni corporee come ad esempio il respiro, il senso di fame, il dolore e le altre emozioni – attraverso tecniche di meditazione simili a quelle insegnate nel programma MBSR (Mindfulness-based stress reduction, in italiano Metodo per la riduzione dello stress basato sulla consapevolezza). Questo protocollo prevede otto incontri settimanali della durata di due ore e mezzo durante i quali i partecipanti sono invitati a concentrarsi sul respiro, su altre sensazioni corporee o su dettagli visivi e sonori dell’ambiente in cui si trovano.

Il secondo modulo era invece dedicato alle competenze socio-affettive, come la capacità di provare empatia, mettere in atto comportamenti prosociali e gestire emozioni negative. Oltre agli esercizi tradizionali di meditazione, è stata sperimentata una nuova tecnica, da praticare in coppia una volta al giorno per dieci minuti. Questa pratica, detta “diade contemplativa”, aveva lo scopo di stimolare i partecipanti a mostrare gratitudine, affrontare emozioni complicate e ascoltare in modo empatico.

Il terzo modulo aveva come obiettivo quello di migliorare le abilità socio-cognitive, come la metacognizione e la capacità di comprendere pensieri e sentimenti e altrui. Nel corso dell’esercizio, svolto anche in questo caso a coppie, i partecipanti hanno imparato a riconoscere e condividere le prospettive legate ad alcuni tratti della propria personalità e le prospettive delle persone con le quali interagivano nella vita quotidiana.

Gli esercizi di ciascun modulo sono stati ripetuti per 30 minuti al giorno per tre mesi. Alla fine dell’allenamento, i ricercatori hanno valutato i risultati attraverso test psicologici del comportamento, imaging a risonanza magnetica (MRI) e analisi dei marcatori dello stress (ad esempio, il cortisolo). Come spiega Sofie Valk, prima autrice dello studio, tra i tre programmi sono state riscontrare delle differenze. Nel caso del primo modulo, i ricercatori hanno evidenziato dei cambiamenti della corteccia cerebrale in aree associate all’attenzione e alle funzioni esecutive. Allo stesso modo, al termine dei moduli mirati a potenziare le abilità sociali, sono stati evidenziati cambiamenti nelle aree deputate a queste funzioni. Risultati simili sono stati osservati anche attraverso i test comportamentali.

Lo studio fornisce un’importante prova della plasticità del cervello adulto, spiega Tania Singer, ricercatrice a capo del ReSource Project. La pratica quotidiana di programmi di allenamento potrebbe quindi favorire un miglioramento dell’intelligenza sociale, con possibili applicazioni nel sistema educativo e nella clinica. Il progetto ha poi evidenziato un altro importante risultato, descritto in un secondo paper su Science Advances: l’allenamento mentale ha portato a una riduzione del 51% dei livelli di cortisolo, “l’ormone dello stress”. In particolare, questo effetto è stato osservato nel secondo e terzo modulo del programma: è plausibile, spiegano i ricercatori, che la risposta allo stress sia stata influenzata dagli esercizi a coppie. Durante questa pratica, infatti, i partecipanti hanno sperimentato l’ascolto empatico, che potrebbe averli “immunizzati” dalla paura del giudizio, un fattore spesso in grado di innescare lo stress sociale.

 

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