Lo specchio che ingrandisce

Specchio

(Tratto da “The Man called Siri Singh Sahib” – M.S.S. Sardani Premka Kaur)

Specchio[…] Yogi Bhajan è uno strumento – ecco cosa dovrebbe essere un maestro spirituale – uno strumento che mostra le nostre debolezze, le nostre paure e le nostre manchevolezze. Poi, è un sostegno che ci dà i mezzi e le tecniche per superarle.

È uno specchio, che riflette la nostra stessa immagine e, se non siamo del tutto onesti o siamo deboli, insistiamo che tutta quella “mondezza” appartiene allo specchio e non a noi. Effettivamente Yogi Bhajan sembra essere uno specchio che ingrandisce, non era semplicemente un normale specchio.

Quando avevo paura di fidarmi, ero convinta che fosse il più inaffidabile di tutti gli esseri. Ma quando ho aperto gli occhi sulla realtà, ho scoperto che era totalmente costante, che era ancora lì a darmi amore, sostegno e incoraggiamento, nonostante lo avessi tradito, calunniato e totalmente non mi ero fidata di lui. Era costante perché ha dato la testa al suo Guru e ora il Guru ha usato il suo corpo per fare il suo lavoro.

Quindi quest’uomo conosciuto come Yogi Bhajan non aveva motivazioni personali, non aveva acqua da tirare al proprio mulino, nessun obiettivo da sfruttare. Era molto aperto, molto chiaro, molto onesto, molto diretto e franco su ciò che voleva dare, su cosa voleva fare e su come doveva essere fatto.

Tutte le qualità di quest’uomo sono veramente al di là della normale esperienza che abbiamo mai avuto di un altro essere umano. È mentalmente vasto, è potente, è grande, è audace, è diretto, è schietto, non ha peli sulla lingua, è totalmente semplice, ma è impossibile da capire, è assolutamente intelligente e saggio, ma è innocente come un bambino, è molto intelligente e semplice. E tutta quella forza e potere sono stati messi a disposizione del suo Guru e la sua fede sposta le montagne, trasforma la coscienza e guarisce menti, anime e corpi.

Tuttavia, quando tutta quella forza è vista dall’ego, quando tutte quelle qualità sono lì per essere viste dagli occhi della paura e del dolore passati, l’immagine si trasforma in una specie di mostro di fraintendimento.

Noi guardiamo nello specchio e crediamo di vedere manipolazione, sfruttamento, abuso di potere, lussuria, rabbia, avidità, orgoglio e attaccamento! Vogliamo correre da quell’immagine verso tutti ad annunciare che “il mostro” vive davvero nello specchio.

Il mostro cessa così di essere riconoscibile come un riflesso della nostra coscienza. Ora il mostro vive solo nello specchio e, se indirizziamo abbastanza energia verso lo specchio e se riusciamo a convincere tutti che il mostro vive nello specchio, allora non dovremo mai sentire il vero mostro che vive dentro di noi. Possiamo dimenticare il nostro mostro, perché al confronto sembra insignificante ed è davvero molto più importante uccidere quel mostro nello specchio! […]

 

Traduzione e adattamento in italiano a cura di Sujan Singh, Jot Prakash Kaur e Nirvair Charan Singh

 

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