Lo Yantra

Ganesh-Yantra

(Tratto da “Enciclopedia dello Yoga” – Stefano Piano)

Ganesh-Yantra

«Strumento», «congegno». Costituisce una delle componenti essenziali del rito tantrico.

Tracciato su stoffa, oppure su una foglia, o su carta o legno, o ancora inciso su lastre di pietra o di metallo, lo Yantra è una raffigurazione di tipo geometrico, dipinta con vari colori, che rappresenta una divinità, la quale è considerata presente in essa durante l’atto di culto. In questo senso, lo Yantra diventa il corpo stesso della divinità, la cui presenza viene evocata con formule magiche appropriate (mantra), un po’ come accade per le immagini divine, dette “pratima”, durante la pùja, (adorazione).

Mentre il mandala (che è, in fondo, una sorta di Yantra in forma circolare) può essere usato in generale, quale che sia il tipo di atto rituale, ogni Yantra è appositamente studiato per il culto di una ben precisa figura divina. In alcuni casi può anche raffigurare il mondo o la sua manifestazione (per esempio lo Sri-yantra o Sri-cakra, uno Yantra molto noto, è la raffigurazione della cosmologia dello saktismo), o anche le facoltà mentali, o ancora quel microcosmo che è il corpo umano; infine uno Yantra può costituire lo strumento per un rito magico che si propone uno scopo ben preciso, come la conquista di una donna o la vittoria su un nemico.

Lo yogin può far uso degli Yantra solo quando ha raggiunto un certo livello nel suo progresso spirituale. Tale uso comporta una serie di atti preliminari, che consistono nell’evocazione della divinità dentro di sé e poi nel suo trasferimento nello Yantra mediante la cerimonia di consacrazione (prana – pratistha), accompagnata dalla pronuncia dei mantra appropriati e dall’esecuzione delle opportune mudra (gesti simbolici).

Di solito gli Yantra consistono in una cornice quadrata nella quale variamente si inscrivono triangoli, petali di loto, cerchi, con al centro il bindu, che rappresenta l’essenza di Siva, che è l’essenza dell’intero universo. [SP]

 

Trascrizione a cura di Jot Prakash Kaur

 

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